LA DETERSIONE

 I prodotti cosmetici sono a tutti gli effetti strumenti di “manutenzione ordinaria” per la pelle e i suoi annessi. La detersione è l’azione cosmetica di “manutenzione” principale: quotidiano atto igienico e necessità sociale,diventa talvolta un modo per rilassarsi e scaricare fatica fisica e stress psicologico, o viceversa per ricaricarsi di energie.
Il verbo detergere deriva dal latino e letteralmente significa “togliere via sudiciume o sostanza nociva”.Il sudiciume, presente sulla


pelle e sui capelli, è costituito dai detriti tissutali, dalle stesse cellule cornee in distacco, dalle secrezioni (sebacea e sudorale), cui si ingloba, in misura più o meno rilevante, lo sporco derivante dall’ambiente che ci circonda.
Detergere è anche atto igienico, non a caso è anche il primo strumento di  deodorazione corporea. Sulla pelle vive infatti una popolazione eterogenea di batterie miceti: alcuni “utili” cioè la fl ora saprofita, altri che si possono considerare “parassiti quiescenti”…pronti a proliferare a scapito dell’ospite, quando le sue difese chimiche,strutturali o funzionali risultano carenti.
Nel paziente atopico, per esempio, sia a livello della cute sana come nelle aree interessate dall’atopia, è evidente un’intensa colonizzazione da parte delloStaphylococcus aureus e da miceti, Pitirosporum ovalis in particolare. Contrariamente a quanto si riteneva in passato, la detersione è indispensabile anche in caso di dermatite atopica. Se scarsa e saltuaria, infatti, la carica microbica può aumentare dando via libera alle infezioni.
In linea generale, la natura chimica lipofila dello sporco è tale per cui la sola acqua, anche calda, non è sufficiente per rimuoverlo in maniera efficace.
Da qui la necessità, praticamente antica come la civiltà umana, almeno per quanto riguarda stoviglie e capi di abbigliamento e forse solo più tardi per la pelle e i capelli,di aggiungere all’acqua qualche particolare sostanza per renderla più affine allo sporco e pertanto molto più efficace come detergente.
I comuni detergenti, saponi compresi, sono basati su sostanze tensioattive. Come suggerisce il nome, si tratta di sostanze in grado di agire sulla tensione superficiale, nel caso dei tensioattivi detergenti la tensione tra sporco (a carattere lipofilo) e acqua (idrofila) e anche tra sporco e substrato (pelle, capelli).
Caratteristiche dei tensioattivi I tensioattivi agiscono sulla tensione superficiale o interfacciale. Questa capacità è legata alla loro natura anfifilica: la loro struttura chimica è caratterizzata da una porzione idrofila, cioè affine all’acqua, e da una lipofila, affine agli oli.
La classificazione più diffusa delle sostanze tensioattive è fatta sulla base della tendenza della parte polare a ionizzarsi in acqua e ad assumere quindi una carica .
Il concetto di detersione equilibrata è piuttosto recente e nasce essenzialmente per un concorso di situazioni. In primo luogo, ci si lava molto più spesso che in passato:
solo 40/50 anni fa il rituale bagno/doccia aveva cadenza settimanale, al massimo ogni 3-4 giorni. Oggi molto spesso la doccia quotidiana è un’abitudine “consacrata” quale sia la stagione.  Questa frequenza comporta un contatto altrettanto frequente con i tensioattivi e soprattutto, per fretta o scarsa consapevolezza, con i loro residui sulla pelle.
Il risciacquo accurato è infatti pratica molto poco comune, spesso causa di secchezza cronica della pelle, non a caso più pronunciata a livello degli arti inferiori. Secondariamente, si sono evidenziati in modo sempre più sintomatico, talvolta patologico, gli effetti negativi della detersione poco rispettosa dell’ecosistema pelle .
Risulta evidente, ma è opportuno sottolinearlo, che la detersione per essere “equilibrata” deve, il più possibile, rispettare i parametri e le caratteristiche cutanee.
Per realizzarla, le formulazioni cosmetiche sono attentamente studiate sia in merito agli ingredienti principali, i tensioattivi, ma anche in relazione a ingredienti funzionali e additivi necessari. 

Ingredienti funzionali
Sia la pelle sana sia quella affetta da patologia traggono benefici dall’impiego di un detergente equilibrato. Il tempo di contatto con il prodotto, molto breve, e la concentrazione di sostanze funzionali contenute nel cosmetico, molto ridotta per effetto della diluizione, sono tali da suggerire come gli ingredienti più importanti siano quelli che si oppongono all’eccessiva azione sgrassante, cioè ai cosiddetti surgrassanti.
I più diffusi surgrassanti sono sostanze lipidiche, meglio se di derivazione vegetale e ricchi di acidi grassi polinsaturi (linoleico, linolenico).
 alcuni oli vegetali vengono  impiegati in formulazioni per pelli delicate e sensibili e con tendenza atopica, con indicazione del contenuto in acidi grassi polinsaturi. Per questi lipidi vegetali all’azione idratante si accompagna quella emolliente, protettiva e riequilibrante. Altri oli, molto diffusi, sono l’olio di germe di grano, di mandorle dolci, di crusca di riso. Quest’ultimo off re l’ulteriore vantaggio di apportare altre sostanze benefiche ( acido ferulico, tocoferoli, tocotrienoli) che contribuiscono all’azione protettiva e riducono i fenomeni infi ammatori superfi ciali. Nella dermatite atopica come nella psoriasi, l’utilizzo di detergenti equilibrati in associazione ai trattamenti farmacologici è consigliabile per idratare la cute e, in particolare nella psoriasi, facilitare l’eliminazione delle squame. In particolare poi, è utile l’impiego di ingredienti in grado di attenuare l’intenso prurito che caratterizza entrambe le patologie. Anche in presenza di acne l’utilizzo di un detergente mild è indispensabile per non aggredire la pelle già fragile e infiammata.
Le sostanze funzionali maggiormente impiegate nei detergenti delicati specifici appartengono alle seguenti categorie:
idratanti, perché ancora una volta l’idratazione favorisce l’equilibrio cutaneo e attenua il prurito (trealosio, trimetilglicina, polioli);
lenitivi, che riducono gli arrossamenti e i fenomeni irritativi (derivati dell’acido glicirretico, allantoina, estratti di malva, camomilla, ecc). Molto spesso la sede più interessata dalla psoriasi è il cuoio capelluto: le conseguenze estetiche sono evidenti e disturbano non poco i rapporti interpersonali degli individui che ne soffrono. Con la tendenza a debordare dall’attaccatura dei capelli, la psoriasi si rende visibile. Inoltre la continua desquamazione provoca un imbiancarsi dei vestiti. Anche in questo caso l’uso di uno shampoo standard è assolutamente sconsigliato; viceversa è opportuno selezionare uno shampoo molto delicato, avendo anche l’accortezza di usarlo per pulire i capelli, evitando di frizionarlo sul cuoio capelluto. A differenza di dermatite atopica e psoriasi, l’ittiosi interessa solitamente tutto il corpo. La pelle appare con zone ruvide e desquamate, ma la secchezza è generalizzata. Anche in questo caso la detersione equilibrata, come i successivi trattamenti che devono essere fortemente idratanti, ha lo scopo di rimuovere lo sporco e controllare la flora con il minimo impatto negativo sull’ecosistema pelle. Soprattutto deve evitare il più possibile di seccare ulteriormente la pelle, viceversa apportare lipidi emollienti, ancora una volta per evitare di esacerbare il prurito, caratteristico e intenso anche per questa patologia dermatologica. Bagni, o docce brevi, con acqua tiepida e prodotti detergenti adeguati e impiegati nelle opportune diluizioni, chiaramente indicate sulla confezione del prodotto cosmetico
Quali additivi sono necessari?
Superflui i coloranti e le composizione profumate, si deve sempre aggiungere una sostanza tamponante del pH per realizzare formulazioni che, al momento dell’uso quindi della diluizione, abbiano un valore di pH molto vicino a quello epidermico. Tipico ingrediente, l’acido lattico. I tensioattivi possono avere odore leggermente sgradevole, tale da richiedere una copertura. Si può ricorrere a singole molecole odorose (per esempio, acido p-anisico) o profumi creati ad hoc, per esempio esenti dai maggiori allergeni (cumarine, limonene, ecc) e da impiegare a bassa percentuale. Stiamo sempre e comunque parlando di cosmetici: non possiamo pensare di lavarci con qualcosa che “puzza”…anche se il problema cutaneo può essere serio. A parte i detergenti per i soggetti con acne, caratterizzati da una spiccata azione batteriostatica/battericida, i conservanti sono, ancora una volta, un “male necessario”, si sceglie il minore (dei mali) e si dosa attentamente. Clorexidina, acido undecilenico, oppure molecole o strategie preservanti alternative: glicerina a elevata concentrazione, etilesil-glicerina, caprilil glicole o estratti vegetali con azione anti-batterica (estratto di corteccia di pino finlandese, oli essenziali). 

Detersione per affinità
Alcuni prodotti detergenti sono formulati secondo il concetto di “detersione per affinità”.
Dato che lo sporco è lipofilo, si studiano formulazioni a carattere grasso, appunto affini allo sporco, che possono essere strutturate per l’impiego con acqua o meno. Ne sono esempi oli e latti detergenti e gli oli da bagno non schiumogeni. Gli oli detergenti in genere hanno, come ingrediente principale, olio di vaselina o lipidi sintetici (esteri grassi, alcoli grassi), addizionati di oli più pregiati come quelli vegetali da oliva, mandorle dolci, germe di grano. Diffuso anche l’impiego di idrocarburi vegetali come lo squalene. Naturalmente presente nel secreto delle ghiandole sebacee umane, è un agente protettore dell’epidermide. È infatti in grado di integrarsi nello strato corneo, rinforzando l’equilibrio strutturale del film lipidico necessario per la funzione barriera. Quando l’olio detergente è formulato per l’impiego con acqua, vengono aggiunte minime percentuali di tensioattivi emulsionanti che, al momento dell’uso, permettono di ottenere con l’acqua un’emulsione lattescente che deterge con estrema delicatezza. I latti detergenti sono strutturati come emulsioni, cioè sistemi bifasici (olio + acqua), omogenei grazie all’impiego di tensioattivi emulsionanti. Entrambe le fasi dell’emulsione, unitamente all’emulsionante, in percentuale più significativa che in una “tradizionale” emulsione di trattamento, collaborano alla rimozione delicata dello sporco e di quanto in esso inglobato, senza necessità di risciacquo con acqua.





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