Caratteristiche fisiologiche e morfologiche della pelle invecchiata


Epidermide: si osserva una riduzione della capacità proliferativa delle cellule basali, che determina un progressivo assottigliamento dell'epidermide e un calo della sua efficacia
protettiva; la situazione risulta inoltre aggravata dalla riduzione del numero delle cellule di Langherans, che appartengono alla linea dei monociti macrofagi e svolgono importanti
funzioni di difesa e sorveglianza immunologica. Il turnover cellulare appare rallentato e le cellule morte che si accumulano a livello dello strato corneo formano una superficie
compatta che altera le funzioni della barriera cutanea, riducendo l’idratazione e conferendo alla pelle un aspetto arido e rugoso. Nel corso dell’invecchiamento cutaneo si riduce anche
la produzione del film idrolipidico, una sottile pellicola trasparente che avvolge la pelle nella sua totalità e funziona come una barriera semipermeabile che si oppone all’eccessiva
evaporazione, sia per occlusione meccanica sia trattenendo parzialmente l’acqua attraverso legami chimici. Il film idrolipidico è formato da una componente idrofila (Natural
Moisturizing Factor - NMF) e da una frazione lipofila, costituita da sebo (95%) e lipidi. La quantità di NMF diminuisce con l’invecchiamento e in seguito all’eccessiva esposizione
solare o all’utilizzo di detergenti troppo aggressivi per la pelle.
Col passare degli anni, inoltre,



diminuisce l’attività dei melanociti, per questo la pelle diventa più suscettibile agli effetti delle radiazioni solari e si registra un aumento dell’incidenza dei tumori cutanei; inoltre la melanina risulta spesso distribuita in modo disomogeneo e questo determina la formazione di discromie e macchie cutanee,
soprattutto a livello delle zone foto-esposte.


Giunzione dermo-epidermica (membrana basale): è posta all’interfaccia tra l’epidermide e il derma ed è di fondamentale importanza da un punto di vista fisiologico. Si
tratta di una struttura priva di cellule, composta da tre strati sovrapposti: uno superiore (lamina lucida), uno intermedio (lamina densa) e uno inferiore (lamina fibroreticolare). Da un punto di vista funzionale, la membrana basale funge da struttura di ancoraggio tra derma ed epidermide, favorisce il passaggio di sostanze nutrienti e di fattori di crescita
verso gli strati superiori della pelle e impedisce la penetrazione di macromolecole a livello del derma. Nella zona di confine tra derma ed epidermide, la membrana basale è
caratterizzata da particolari rilievi (papille dermiche), che appaiono come estroflessioni del derma alternate a introflessioni dell’epidermide: questa caratteristica conformazione aumenta la superficie di contatto tra i due strati, favorendone l’adesione e lo scambio di sostanze bioattive.
Col passare degli anni, la giunzione dermo-epidermica tende ad appiattirsi, riducendo il numero e la profondità delle papille dermiche: questo processo riduce la superficie di contatto tra l’epidermide e il derma e di conseguenza l’apporto di sostanze nutrienti a
livello dell’epidermide.
) Derma: appare più sottile, inoltre la produzione di collagene, elastina e proteoglicani diminuisce e questo determina una riduzione dell’elasticità e del turgore della pelle, che
risulta rilassata e flaccida. Diminuisce anche la capacità delle fibre collagene di trattenere acqua, e con essa si riduce l’idratazione cutanea profonda. Il rallentamento della
circolazione sanguigna determina poi una riduzione dell’apporto di sostanze nutritizie e dell’allontanamento delle scorie metaboliche, che si riflette prevalentemente a livello della
grana e del colore della pelle.
) Ipoderma: si riduce in spessore e questo comporta una diminuzione dell’efficacia termoregolatrice e un aumento della sensibilità della pelle ai traumi meccanici.
) Peli: diminuiscono di numero, diventano più spessi e tendono a infoltirsi a livello del naso e delle orecchie (negli uomini) e a livello delle labbra e del mento (nelle donne); inoltre
diventano bianchi per via della diminuzione del pigmento melanico nella cuticola e nel midollo. L’incanutimento è un fenomeno che riguarda entrambi i sessi, anche se
generalmente negli uomini inizia a partire dalle tempie, mentre nelle donne è diffuso in modo più uniforme su tutto il cuoio capelluto.
) Unghie: diventano fragili, opache e tendono a deformarsi.
) Ghiandole cutanee: le principali ghiandole presenti a livello della cute sono le ghiandole sebacee, in gran parte annesse al follicolo pilifero e adibite alla produzione del sebo, le
ghiandole sudoripare eccrine, diffuse su tutta la superficie corporea e adibite alla produzione del sudore, e le ghiandole sudoripare apocrine, localizzate a livello delle ascelle,
delle areole mammarie e dei genitali e adibite alla produzione del sudore apocrino. Da un punto di vista funzionale, come abbiamo visto, il sebo contribuisce alla formazione del film idrolipidico e crea una barriera semipermeabile che si oppone alla perdita di acqua (azione idratante indiretta), inoltre regola il pH cutaneo e partecipa all’azione antibatterica grazie
alle sostanze batteriostatiche in esso contenute e alla sua acidità (pH 3-4). Il sudore eccrino, invece, interviene nella termoregolazione (evaporando abbassa la temperatura della pelle), contribuisce alla formazione del film idroacidolipidico, regolandone l’acidità, e
contribuisce all’escrezione di alcune sostanze tossiche. Con il passare degli anni si riduce l'attività ghiandolare e con essa la produzione di sebo e sudore, fenomeno che rende la
pelle secca, meno protetta e tendente alla desquamazione
Sebbene l'invecchiamento intrinseco e quello estrinseco presentino delle caratteristiche simili e spesso coesistano, da un punto di vista clinico esistono alcune
importanti differenze.

Invecchiamento intrinseco
Nell'invecchiamento intrinseco la pelle appare sottile, lassa, percorsa da rughe e pieghe più o meno evidenti, di colore spento e tendente al grigio-giallastro; le fibre collagene aumentano di spessore e si ammassano nel derma profondo in modo irregolare, mentre le fibre elastiche
diminuiscono e si sfioccano a livello del derma più superficiale. Nelle zone soggette a continuo movimento e sottoposte a ripetuti
sfregamenti (gomiti, ginocchia, talloni) la cute può manifestare un ispessimento dello strato corneo (ipercheratosi), che forma delle
zone rugose ricche di minuscole pieghe. È bene tenere presente che nel cronoinvecchiamento non è coinvolta soltanto la pelle, ma si verificano anche delle modificazioni a livello delle strutture di sostegno della cute, tra cui i tessuti adiposo, muscolare e osseo.
In particolare, si osserva una progressiva atrofia del tessuto adiposo, un rilassamento del sistema muscolare (particolarmente evidente a livello del viso) e un riassorbimento delle strutture
ossee (particolarmente evidente a livello mascellare e mandibolare) Le principali caratteristiche morfologiche di un viso invecchiato sono le seguenti:
) ptosi sopraccigliare: cedimento della pelle a livello delle sopracciglia;
) blefarocalasi: rilassamento della cute della palpebra superiore associata a una perdita della  sua tonicità (lassità);
) aumento delle occhiaie, del gonfiore palpebrale e delle “borse sotto-orbitarie”. Sebbene il gonfiore palpebrale e le “borse” siano spesso confusi tra loro, si tratta di inestetismi diversi e caratterizzati da cause ben distinte, in quanto le “borse”, a differenza del
gonfiore, non sono il risultato di un edema, bensì di una fuoriuscita del grasso orbitario. Alla vista è possibile distinguere i due fenomeni osservando la morfologia della cute: se
questa si presenta liscia e tesa si tratta di gonfiore, mentre in presenza delle “borse” appare lassa e irregolare;
) accentuazione dei solchi nasogenieni in seguito al cedimento delle guance;
) assottigliamento delle labbra;
) riduzione di volume del terzo inferiore del volto, con formazione delle “borsette” latero- mentoniere e del doppio mento;
) formazione dei cosiddetti “cordoni del collo”, particolarmente evidenti sotto sforzo.

4.1.2 Invecchiamento estrinseco
Nell'invecchiamento estrinseco la pelle appare ispessita, ruvida, lassa, secca, di colore giallastro e manifesta la presenza di rughe profonde e iperpigmentazioni; spesso si osservano
efelidi e lentiggini, segni di atrofia e ipercheratosi. I melanociti presentano un volume maggiore, sono pieni di granuli di melanina e risultano raggruppati in grossi ammassi che
conferiscono alla pelle una pigmentazione irregolare (macchie senili). Nell’invecchiamento estrinseco il derma si ispessisce e sclerotizza, le fibre elastiche si degradano e tendono ad
attorcigliarsi, generando una situazione di elastosi, in cui la tramatura della cute assume una conformazione pergamenacea e risulta attraversata da solchi profondi che si intrecciano formando degli spazi romboidali. Il fotoinvecchiamento, talvolta, può interessare anche le strutture vascolari del derma, danneggiando la parete dei capillari e peggiorando ulteriormente
il quadro clinico. In virtù della sua correlazione con le radiazioni solari, la cute foto-invecchiata si osserva prevalentemente a livello del viso, del collo e delle mani.
Mark Rubin, dermatologo dell'Università di San Diego (California), ha sviluppato un sistema di classificazione del fotoinvecchiamento che tiene conto principalmente dei cambiamenti del
colore e della tramatura cutanea, in funzione dell’esposizione solare protratta.
La classificazione di Rubin prevede tre diversi livelli, a seconda delle alterazioni cutanee visibili:
a) primo livello: è quello meno grave e presenta segni e alterazioni che interessano soltanto l’epidermide, con leggere anomalie a livello della pigmentazione e della consistenza della
pelle, che appare opaca, ruvida, leggermente ispessita nello strato corneo e manifesta la presenza di lentiggini. Si possono osservare alcune piccole rughe, soprattutto durante le
espressioni del viso;
b) secondo livello: è più serio e presenta alcune alterazioni a livello dell'epidermide e del derma papillare. In generale si osserva un’accentuazione dei segni del primo livello, oltre a
discromie, ipercheratosi, abbozzi di rughe muscolo-mimiche anche a riposo;
c) terzo livello: è il più grave e interessa l’epidermide, il derma papillare e il derma reticolare. Si osservano rughe marcate e diffuse, la cute appare spessa e di colore
giallastro, con presenza di ipercheratosi. La pelle del viso, del collo e delle mani assume un aspetto sgualcito e pergamenaceo, con evidenza di una profonda tramatura reticolare a mosaico particolarmente visibile a livello del décolleté.
L’attenta valutazione della cute dei clienti permette di consigliare i prodotti più indicati alle esigenze dei singoli individui, per questo è bene cercare di capire se si tratta di invecchiamento intrinseco, estrinseco o di entrambi.















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