lunedì 5 marzo 2012

Il contorno occhi, protezione e trucco


Gli occhi, da molti considerati come “lo specchio dell’anima”, sono degli strumenti straordinari, il cui significato va ben oltre il senso della vista. Oltre l’80% delle informazioni che riceviamo dal mondo esterno entra in noi attraverso queste sofisticate strutture, in grado di rispondere a più di un milione di messaggi contemporaneamente. Gli occhi rappresentano sicuramente la zona più espressiva e comunicativa del viso, nonché la porta di comunicazione tra il mondo interno e quello esterno, motivo per cui il trucco degli occhi ha assunto, nel tempo, i significati più svariati.
La zona perioculare, intesa come l’area che si trova attorno agli occhi, deve essere tenuta in grande considerazione, per prevenire o ridurre la formazione
delle piccole rughe, dei gonfiori o delle occhiaie. Rispetto alle altre regioni del viso, la cute perioculare appare più sottile (0.3 mm, mentre nelle altre zone supera il millimetro) e caratterizzata da un numero minore di follicoli piliferi, di ghiandole sudoripare e sebacee.Attorno agli occhi, inoltre, il grasso sottocutaneo è presente in quantità inferiore, così come le fibre collagene ed elastiche (contenute a livello della matrice dermica), e la circolazione sanguigna e linfatica risulta rallentata. Tutte queste particolarità rendono la cute perioculare meno idratata ed elastica, più permeabile e sensibile, e più suscettibile al ristagno di sangue e liquidi interstiziali. Le palpebre sono formate da pieghe di tessuto cutaneo e sono fondamentali per proteggere e mantenere pulito il bulbo oculare. Si tratta di strutture molto sottili e caratterizzate da un’elevata elasticità che le rende particolarmente estensibili, ma anche suscettibili ai fenomeni di invecchiamento. A livello delle palpebre il tessuto adiposo si raccoglie in alcune tasche (3 nella palpebra inferiore, 2 in quella superiore) separate tra loro da tessuto connettivo che, col passare del tempo, tende a rilassarsi, generando dei caratteristici rigonfiamenti, particolarmente evidenti nelle cosiddette “borse sottoorbitarie”. Il gonfiore palpebrale risulta particolarmente evidente in condizioni di stress o di intensa lettura. Il movimento della pelle intorno agli occhi è regolato da oltre ventimuscoli il cui ruolo è fondamentale per assicurare le espressioni del volto (oltre 10.000 movimenti ogni giorno), ma è anche determinante nei processi di formazione
delle rughe, soprattutto per quel che riguarda le cosiddette “zampe di gallina”. Le occhiaie sono
causate del rallentamento della microcircolazione venosa e linfatica, che determina un ristagno di sangue e liquidi e conferisce a questa zona il tipico colore bruno tendente al blu, reso ancora più evidente dalla pelle particolarmente sottile di queste zone. Da anni, ormai, l’industria cosmetica mette a disposizione dei consumatori linee di make up e prodotti sempre più specifici per il contorno occhi, regione particolarmente delicata e suscettibile a reazioni di sensibilizzazione e a piccole irritazioni conseguenti all’applicazione di quantità eccessive di trucco o all’inquinamento
microbico presente in alcuni cosmetici che non sono stati conservati bene.
Cosmetici funzionali
La pelle della zona perioculare deve essere antenuta idratata ed elastica attraverso l’utilizzo di prodotti altamente nutrienti, poco grassi ed in grado di svolgere un’azione emolliente, rigenerante, defaticante, ossigenante ed antiradicalica. Le formulazioni più apprezzate sono le emulsioni leggere, i gel e i sieri. La zona perioculare richiede l’utilizzo di cosmetici particolarmente selezionati, a partire proprio dalla sicurezza degli ingredienti e dalla tecnologia delle formule, che deve assicurare un pH compatibile con quello lacrimale . Gli ingredienti utilizzati nei prodotti per il contorno occhi sono numerosi: idratanti ed elasticizzanti (acido ialuronico), nutrienti ed emollienti (burro di karitè, squalano vegetale, olio di germe di grano), protettivi (vitamine), lenitivi (allantoina, estratto di eufrasia, bisabololo), protettivi del microcircolo (estratto di centella). Altri ingredienti molto importanti sono i filtri solari, fondamentali per prevenire i danni da fotoinvecchiamento. I detergenti usati per struccare gli occhi possono essere formulati come gel, latti, lozioni o impregnati in dischetti di ovatta. Presentano basso grado di acidità per non irritare le congiuntive che rivestono l’occhio e contengono delle sostanze in grado di sciogliere delicatamente ombretti, eyeliner, matite, mascara pur mantenendo una corretta idratazione. Questi detergenti sono inoltre arricchiti con bisabololo (derivato della camomilla) ad azione lenitiva. Il latte detergente deve presentare una bassa viscosità, per non costringere a strofinare gli occhi energicamente, provocando gonfiore palpebrale e rischiando di far penetrare il mascara nell’occhio. Le occhiaie non sono sempre la conseguenza di qualche patologia o di cattive abitudini, ma spesso dipendono da fattori ereditari. Generalmente le occhiaie risultano più visibili in caso di stanchezza, anemia, in corrispondenza del periodo mestruale e negli ultimi tre mesi di gravidanza. I prodotti specifici per il trattamento delle occhiaie agiscono limitando il ristagno di liquidi, rinforzando le pareti dei vasi sanguigni e riducendo la fragilità capillare; tra gli ingredienti principali ricordiamo l’arnica e il rusco, contenenti sostanze ad attività venotonica. Le creme a base di equiseto e camomilla, ad azione tonificante e lenitiva, sono molto utilizzate nel trattamento delle “borse”, mentre l’enoxolone, che presenta un’azione rinfrescante e disarrossante è usato nei prodotti anti-fatica. La posizione sdraiata, ad esempio durante il sonno, favorisce la formazione di edema periorbitale che generalmente si riassorbe in buona parte al risveglio con la posizione eretta, anche se in presenza di allergia, il gonfiore palpebrale si può accentuare. Con l’avanzare dell’età, invece, si osserva una riduzione dell’apporto di ossigeno ed un rallentamento del metabolismo cellulare, che contribuiscono a complicare la situazione, rendendo più evidente e marcato il gonfiore periorbitale. Gli occhi gonfi manifestano una riduzione del nutrimento cellulare, in quanto l’edema aumenta lo spazio tra i capillari sanguigni e le cellule cutanee: questo meccanismo innesca un circolo vizioso che porta ad un invecchiamento precoce della zona interessata. Per questo è bene utilizzare dei prodotti che favoriscano la microcircolazione perioculare. I principali ingredienti indicati nel trattamento dei gonfiori sono calendula, fiordaliso, amamelide, liquirizia, rusco, grazie alle numerose sostanze ad attività calmante, antinfiammatoria ed antiedemigena in esse contenute. Sebbene il gonfiore palpebrale e le “borse” siano spesso confusi tra loro, si tratta di inestetismi diversi e caratterizzati da cause ben distinte, in quanto le “borse”, a differenza del gonfiore, non sono il risultato di un edema, bensì di una fuoriuscita del grasso orbitario. Alla vista è possibile distinguere i due fenomeni osservando la morfologia della cute: se questa si presenta liscia e tesa si tratta di gonfiore, mentre in presenza delle “borse” appare lassa ed irregolare. Considerata la natura fisiopatologica delle “borse”, la loro eliminazione è possibile soltanto attraverso un intervento chirurgico. Per quanto riguarda le rughe, è proprio nella zona perioculare che compaiono i primi segni del tempo, a causa delle continue contrazioni dei muscoli facciali, ma anche in conseguenza all’azione del sole, del vento e degli sbalzi di temperatura. Con il passare degli anni, poi, le cellule si riproducono più lentamente e questo favorisce la decadenza fisica del tessuto. Le sostanze ad attività antirughe sono numerose: antiossidanti, vitamine, bioflavonoidi, echinacea, equiseto, lecitina di soia, oltre alle molecole in grado di aumentare la produzione di collagene ed acido ialuronico, come l’argirelina e la genisteina.
Cosmetici decorativi
Attorno al trucco dell’occhio si gioca buona parte del make up del viso, in un settore in cui i cosmetici abbondano, tra ombretti, mascara, eye-liner, khol, prodotti che diventano strumenti precisi e raffinati per creare giochi di luci ed ombre attorno agli occhi, modulando l’intensità dello sguardo. In realtà, prima di parlare di make up sarebbe bene cercare di capire il significato antropologico degli occhi, partendo proprio dalle principali differenze estetiche tra l’uomo e le altre creature. A differenza di molti altri animali, la nostra vista è discretamente buona ed oltre ad essere stereoscopica (in grado di individuare la distanza e la posizione degli oggetti) ci consente
di distinguere le diverse sfumature dei colori. Al centro dell’occhio si trova la pupilla, una fessura che consente l’ingresso della luce, circondata dall’iride,un disco contrattile che ne regola l’apertura. L’iride è controllata da un apparato di muscoli involontari che si rilassano e si contraggono in risposta agli stimoli esterni, per questo la pupilla rappresenta un indicatore decisamente attendibile delle nostre risposte emotive. Una caratteristica molto importante dell’occhio umano è la sclera (la parte bianca attorno all’iride), che nelle scimmie presenta lo stesso colore dell’iride. L’origine di questa mutazione ha occupato a lungo i pensieri degli antropologi, fino a farli convergere verso una teoria ormai condivisa, secondo cui la sclera dell’uomo sarebbe bianca per consentire agli interlocutori di individuare il direzionamento dello sguardo, semplificando così la comunicazione non verbale. E’ sufficiente pensare agli innumerevoli segnali che riusciamo a lanciare con lo sguardo, per capire l’importanza rivestita dagli occhi nella comunicazione umana. Gli Orientali presentano
una particolare forma di protezione, definita “plica mongolica”, che dona agli occhi di queste
popolazioni quel taglio caratteristico. Questa piega cutanea è presente nei feti umani di tutte le razze, ma si conserva soltanto nel ramo orientale della nostra specie e rappresenta un sistema di adattamento al freddo. Purtroppo le conseguenze della globalizzazione hanno portato ad un appiattimento generale degli usi e dei costumi, determinando l’insorgenza di alcune mode piuttosto discutibili, come quella che spinge molti Orientali a ricorrere alla chirurgia plastica per eliminare la “plica mongolica” e rendere i loro occhi simili a quelli degli Occidentali. Nell’occhio si riscontrano alcune piccole differenze tra i sessi: l’occhio maschile è lievemente più grande di quello femminile mentre quest’ultimo presenta una maggiore porzione di sclera, che rende più ampio lo sguardo. Ogni volta che si incontra qualcuno, l’attenzione cade subito sullo sguardo, per questo da sempre gli esseri umani cercano in tutti i modi di esaltare i propri occhi. Già nelle civiltà più antiche
era diffusa l’abitudine di colorare di scuro le palpebre e di evidenziare l’occhio dipingendo la pelle
circostante, creando una serie di cerchi concentrici di colori contrastanti. E’ questo il segreto del trucco degli occhi. Negli anni ’50 andavano di moda i cosiddetti “occhi da cerbiatta”, esaltati poi dal trucco delle ballerine, che tracciavano delle righe dall’interno degli occhi fino alle tempie. Come si possono scordare “gli occhi di gatto” resi celebri nel 1954 da Cosetta Greco, o “l’occhio di Cleopatra” ispirato a Liz Taylor nel 1962. A partire dagli anni ’70 iniziarono i “revival” della moda, con la ripresa delle sopracciglia sfoltite e ridisegnate ad arco (come quelle di Marlène Dietrich), rocesso che assecondò quella tendenza alla reinterpretazione che oggi regola la moda e le tendenze.
Tra i cosmetici decorativi dedicati all’occhio ricordiamo soprattutto: ombretti: si tratta di formulazioni contenenti dei pigmenti inorganici dispersi in diverse forme chimico- fisiche. Vengono preparati come polveri, creme o matite e servono per correggere o accentuare la forma naturale dell’occhio. Oltre ai pigmenti, gli ombretti moderni contengono anche diversi ingredienti dotati di proprietà funzionali, come l’amido di mais (lenitivo, assorbente), il biossido di titanio (pigmento
protettivo anti-UV), il talco (effetto vellutato), la polvere lipocompatta (che facilita la stesura)… Il
colore, oltre a seguire le tendenze della moda, deve armonizzarsi con le tinte naturali del viso, degli occhi e dei capelli; eye-liner: rappresenta uno strumento importante per rifinire il trucco dell’occhio, modificarne la forma e dare profondità allo sguardo. La composizione di questi cosmetici viene spesso arricchita con bisabololo (ad azione lenitiva ed antiarrossante), vitamine C ed E (ad azione antiradicalica, antiossidante e antietà), lauril-lisina (ad azione idratante) e numerose altre sostanze;
matite per occhi: servono a delineare con precisione la forma dell’occhio, grazie alla loro particolare
formulazione, arricchita con vitamine, olio di cocco (restituivo ed emolliente) e cere naturali che
ne aumentano il “potere scrivente”. Le matite devono essere temperate con il temperino cosmetico e coperte con l’apposito cappuccio per evitare che la mina attiri la polvere. Il kohl presenta origini antichissime, era noto ai tempi degli Egizi che lo utilizzavano non solo per le proprietà decorative, ma anche per quelle antisettiche ed antinfiammatorie a livello della congiuntiva. Una delle caratteristiche principali del khol è la resistenza all’acqua, che garantisce una lunga durata,
ma complica la correzione di eventuali sbavature. Esistono poi le matite sopraccigliari, importanti strumenti per riequilibrare il viso e donare armonia ai lineamenti; mascara: si tratta di un prodotto
dedicato alle ciglia e molto importante per far risaltare gli occhi. Ne esistono diverse tipologie, per allungare le ciglia, per infoltirle, per dare volumizzarle, per incurvarle… Alcuni mascara “allungatori” contengono dei pelisospesi che, disponendosi lungo l’asse delle ciglia, ne aumentano temporaneamente le dimensioni. Anche i mascara oggi sono arricchiti con sostanze
idratanti (vitamina B5, gomma arabica), protettive (vitamina E, provitamina A, vitamina C), nutrienti (polisaccaridi), modellanti (PVP), infoltenti e allunganti(cera d’api). Esistono anche dei mascara “comfort” arricchiti con estratto di malva, per occhi particolarmente delicati.

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