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martedì 13 marzo 2012

Le rughe


Le rughe rappresentano il segno più significativo e visibile dell’invecchiamento cutaneo e manifestano, per questo, non poche implicazioni di carattere psicologico e sociale. Come abbiamo visto, in qualsiasi epoca l’uomo ha associato il concetto del bello a quello della giovinezza e ha cercato di combattere in qualsiasi modo i segni del tempo.
Da un punto di vista morfologico, le rughe appaiono come solchi lineari permanenti della pelle, che variano nel numero e nella profondità a seconda dell’età, dello stile di vita e della regione
corporea


Caratteristiche fisiologiche e morfologiche della pelle invecchiata


Epidermide: si osserva una riduzione della capacità proliferativa delle cellule basali, che determina un progressivo assottigliamento dell'epidermide e un calo della sua efficacia
protettiva; la situazione risulta inoltre aggravata dalla riduzione del numero delle cellule di Langherans, che appartengono alla linea dei monociti macrofagi e svolgono importanti
funzioni di difesa e sorveglianza immunologica. Il turnover cellulare appare rallentato e le cellule morte che si accumulano a livello dello strato corneo formano una superficie
compatta che altera le funzioni della barriera cutanea, riducendo l’idratazione e conferendo alla pelle un aspetto arido e rugoso. Nel corso dell’invecchiamento cutaneo si riduce anche
la produzione del film idrolipidico, una sottile pellicola trasparente che avvolge la pelle nella sua totalità e funziona come una barriera semipermeabile che si oppone all’eccessiva
evaporazione, sia per occlusione meccanica sia trattenendo parzialmente l’acqua attraverso legami chimici. Il film idrolipidico è formato da una componente idrofila (Natural
Moisturizing Factor - NMF) e da una frazione lipofila, costituita da sebo (95%) e lipidi. La quantità di NMF diminuisce con l’invecchiamento e in seguito all’eccessiva esposizione
solare o all’utilizzo di detergenti troppo aggressivi per la pelle.
Col passare degli anni, inoltre,

L’invecchiamento cutaneo


Con il passare degli anni, a livello della pelle, si osservano delle significative modificazioni anatomo-funzionali che ne diminuiscono progressivamente lo spessore, l’elasticità, il tono e
l’uniformità cromatica. Fortunatamente si tratta di un processo graduale, che ci consente di abituarci progressivamente alle modificazioni del nostro aspetto esteriore. Tuttavia, i tempi e le
modalità dell'invecchiamento cutaneo dipendono in gran parte dalle caratteristiche individuali dei singoli soggetti.
Le principali cause che determinano l’invecchiamento cutaneo sono di natura genetico- costituzionale e ambientale, per questo è bene distinguere tra:
a) invecchiamento intrinseco (cronologico): è legato all’età del soggetto, dipende da

Alcune delle principali teorie sull’invecchiamento.


a) Teoria della regolazione genica: si basa sui risultati di numerose ricerche condotte in ambito genetico negli ultimi anni, che hanno dimostrato l’importanza dei geni nel controllo
dell’invecchiamento; inoltre, alcuni studi effettuati sui centenari e sui loro parenti hanno permesso di dimostrare che la longevità è determinata da fattori genetici, piuttosto che
ambientali o socioeconomici.

b) Teoria evoluzionistica:  l'evoluzione di una

L’invecchiamento: cause, teorie e aspetti sociali


L’invecchiamento rappresenta un processo fisiologico, come la nascita, e comporta un progressivo declino delle funzioni biologiche dell'organismo, legato ad alcune alterazioni che interessano le strutture cellulari, subcellulari e molecolari. In generale l’invecchiamento può essere definito come “la somma di tutti i cambiamenti fisiologici, genetici e molecolari che si
verificano con il passare del tempo fino alla morte”. Se proprio si vuole datare l’inizio di questo processo, si può dire che esso faccia seguito al raggiungimento della maturità riproduttiva, al
termine

INVECCHIAMENTO CUTANEO NELLA STORIA


L'immortalità non è propria della specie umana e, probabilmente, di nessuna delle specie viventi che popolano il nostro pianeta.
Gli uomini delle caverne conoscevano e temevano l’invecchiamento, pur rispettando la saggezza a esso associata, per questo i giovani difendevano gli anziani,  si prendevano cura di
loro e li aiutavano a procurarsi  il cibo.
Da sempre i saggi si interrogano sulle cause che portano l’uomo a invecchiare nel tempo e, sebbene neppure la ricerca scientifica sia ancora stata in grado di fornire delle risposte
definitive, medici e filosofi del passato hanno proposto alcune singolari ipotesi. Ippocrate (460-377 a.C.) descrisse

Invecchiamento cutaneo introduzione



La paura di invecchiare ha segnato la storia dell’uomo fin dai tempi più antichi e quindi non rappresenta, come molti credono, una peculiarità della società moderna. L’invecchiamento è un
processo naturale che caratterizza tutte le specie viventi, anche se nell’uomo i numerosi cambiamenti che interessano l’aspetto esteriore col passare degli anni giocano un ruolo molto importante a livello dell’equilibrio psico-fisico. La percezione della propria immagine corporea
influenza notevolmente l’autostima, tanto che l’invecchiamento, spesso, viene temuto più per le conseguenze estetiche che non per i problemi di salute a esso connessi.

Chi opera nei settori della bellezza e del benessere deve conoscere le implicazioni fisio- patologiche e psicologiche legate al fenomeno dell’invecchiamento, cercando di porre la salute
al centro degli interessi del consumatore, senza banalizzarne le esigenze estetiche. Per questo il consiglio dermo-cosmetico deve essere equilibrato e mirato, partendo dal presupposto che
l’invecchiamento cutaneo è un processo multifattoriale e offre la possibilità di intervenire su più fronti, con prodotti cosmetici, integratori nutrizionali, trattamenti estetici manuali, trattamenti elettromeccanici, ma anche interventi di medicina estetica e chirurgia plastica.

Alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, il trattamento dell’invecchiamento cutaneo prevede un approccio multidisciplinare e la collaborazione tra i diversi professionisti risulta
fondamentale per garantire buoni risultati, nel rispetto della salute dei consumatori. 

domenica 11 marzo 2012

Maschera al kiwi


 L’actinidia, originaria dell’Estremo Oriente, (in particolar modo della Cina, dove cresce in
maniera spontanea), è stata introdotta in Nuova Zelanda i primi del ‘900 divenendo una coltura
tipica di questa nazione. Proprio in Nuova Zelanda, infatti, nasce il suo appellativo più conosciuto: kiwi, dal nome del volatile  emblema del Paese.
In Europa, le prime notizie su questo frutto giunsero nel 1845, ma la coltivazione dell’actinidia si diffuse verso la
metà del 1900 e soltanto negli anni ’70 in Italia. 













• Il Kiwi è molto utile in cosmesi: con 1 vasetto di yogurt, 1/2 kiwi ben maturo, 1 cucchiaino di
olio extravergine di oliva e 1 cucchiaino di miele si ottiene un’ottima maschera per il viso,
dagli effetti leviganti ed ammorbidenti.
• La polpa del kiwi con i tipici semini neri, può essere usata come impasto, per ottenere un perfetto peeling  della pelle.
• Il  succo del Kiwi ha  effetti detergenti, ed è spesso una componente importante delle
lozioni per il viso.
• Per far maturare un kiwi, è sufficiente chiudere lo in un sacchetto di plastica (preferibilmente
insieme con una mela), per 3/4 giorni.



Cosa ho in mente di realizzare?

Osservate gli ingredienti nelle foto. Riuscite ad indovinare cosa ho in mente di realizzare?🔎 Pochissimi ingredienti , procedura sempli...

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