Dalle piante agli oli essenziali ,le sostanze funzionali di provenienza vegetale.

Per lungo tempo la cura delle malattie dell'uomo si è basata sull'uso delle piante medicinali. Venivano utilizzati tuttavia, metodi basati sull'esperienza, non convalidate da vere conoscenze scientifiche. A partire dal secolo scorso i progressi della tecnologia hanno permesso di definire  la composizione delle piante e dei principi farmacologicamente attivi.
Oggi la fitocosmesi è un  argomento molto sentito e "chiacchierato". 
L'articolo che segue è frutto di una mia personale ricerca su vari testi e riviste scientifiche, alcuni elencati nella pagina testi e fonti, presente in questo blog. 
Dalle piante agli oli essenziali 1 parte.

Secondo OMS (organizzazione mondiale sanità) è una pianta medicinale ogni vegetale che contiene , in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate direttamente ai fini terapeutici ovvero come precursori in emisintesi che portino a sostanze attive.

Droga vegetale
 Per droga vegetale ,si intende quella parte o organo della pianta( medicinale o officinale) opportunamente essiccato e conservato, in cui è  il maggior contenuto in principi attivi.

Metaboliti primari e secondari e principi attivi


Metaboliti primari
I metaboliti primari comprendono oltre ai lipidi e i carboidrati anche aminoacidi, proteine e gli acidi nucleici.
Si trovano concentrate nei semi e negli organi vegetativi di riserva. sono quei componenti che giocano un ruolo fondamentale nel metabolismo cellulare, sono cioè indispensabili per la crescita e lo sviluppo della pianta perché intimamente coinvolti nei processi essenziali della vita.
Tra l'altro questi metaboliti primari , in molti casi si estraggono dalle piante superiori a scopo commerciale.
Sono prodotti impegnati in campo industriale e alimentare allo stato grezzo o semilavorato, che si recuperano dalle piante con alte rese e senza particolari problemi e hanno quindi un basso valore aggiunto.
Il materiale vegetale di questo tipo è costituito da molti oli alimentari, dagli acidi grassi ( per saponi e detersivi)  da alcuni carboidrati come il saccarosio , l'amido, pectina e cellulosa.


Metaboliti secondari
Sono composti che , anche se dal punto di vista biosintetico derivano dai metaboliti primari , sono ristretti a un particolare gruppo  tossonomico.

Tassonomia e chemiotassonomia
Tassonomia è la disciplina che si occupa della classificazione degli organismi e si articola in due suddivisioni: identificazione e nomenclatura.
chemiotassonomia o tassonimia molecolare, impiega invece l'analisi molecolare di uno o più costituenti cellulari. 


Imetaboliti secondari non hanno un'apparente funzione nel metabolismo primario della pianta , ma hanno un ruolo filogenetico e soprattutto ecologico.
Possono agire come attraenti di impollinatori, come prodotti di difesa contro microorganismi , insetti e predatori.
I metaboliti secondari sono prodotti in piccole quantità rispetto ai metaboliti primari e , al contrario di questi ultimi , tendono  ad essere sintetizzati da cellule specializzate e a un distinto stadio di sviluppo.
Tutto ciò rende difficile la loro estrazione e purificazione.
Così rispetto ai metaboliti primari , molti prodotti secondari possono essere considerati altamente specialistici e pregiati, e quindi di notevole valore economico.

Formazione nei vegetali di metaboliti primari e secondari.

 E' noto che esiste una complessa rete di relazioni catalizzate da enzimi che inizia con la CO2 e che , per mezzo dell'utilizzazione dell'energia solare (fotosintesi) porta al metabolismo primario e quindi , ai costituenti secondari.
Questa rete intricata di reazioni chimiche può essere immaginata come una linea ferroviaria in cui i metaboliti primari sono le stazioni della linea principale , metre i metaboliti secondari sono i prodotti terminali di linee secondarie.
L'energia necessaria per queste reazioni metaboliche è fornita dal coenzima adenosin trifosfato ( ATP)


Fotosintesi: immagine giocambiente.


 I metaboliti secondari comprendono :
Aldeidi, i terpenoidi ( inclusi gli oli essenziali) , gli steroidi, i glicosidi, le saponine, i carotenoidi, i piliisoprenoidi, i fenoli, i fenilpropanoidi, i lignani, i flavonoidi, gli xantani, gli stilbenoidi, i chinoni ( inclusi gli antociani) le cumarine, le amine, i glucosinolati e le betaine.

Stadio di sviluppo della pianta e tempo balsamico.

Le droghe vegetali devono essere raccolte in un periodo particolare chiamato tempo balsamico, durante il quale il contenuto di principi attivi in esse presente è al massimo.
Questo periodo, varia a seconda del tipo di organo usato come droga, è in funzione del ciclo vitale e dell'età , e qualche volta, nel caso di sostanze volatili , anche dell'ora del giorno.
 In genere i principi attivi si formano in quantità maggiori nel periodo di accrescimento della pianta pertanto, il contenuto sarà massimo quando l'accrescimento è giunto al termine.

Conservazione delle droghe
lo scopo principale della conservazione di una droga è quello di impedire le alterazioni, che in genere portano a una variazione del contenuto di principi attivi , oltre che dei caratteri organolettici della droga stessa.
Per quanto riguarda le attività enzimatiche è noto che i processi biochimici continuano a svolgersi nei tessuti anche molto tempo dopo la raccolta della pianta.
Dato che gli enzimi in generale e le idrolasi in particolare , necessitano di acqua per reagire, queste attività sono molto rallentate quando il tenore in acqua nella droga è inferiore al 5%.
Però anche con il basso contenuto in acqua , che si consegue con l'essiccamento della droga, le attività enzimatiche si riducono notevolmente, ma non sono comunque completamente annullate; per questo le droghe, con l'andar del tempo , subiscono inevitabilmente il cosiddetto processo di invecchiamento e, di conseguenza, avranno un'attività diversa e in molti casi diversa e in molti casi saranno meno valide rispetto a quando erano state raccolte.
Da quanto detto sopra si può dedurre che una buona tecnica per conservare le droghe è quella di ridurre il contenuto di acqua , cioè sottoporle ad essiccamento.
Altri metodi di conservazione normalmente utilizzati sono:
Il congelamento, l'aggiunta di prodotti chimici, la sterilizzazione.
 Essiccamento:
L'essiccamento di una droga può essere eseguito in diversi modi: a temperatura ambiente, mediante calore, mediante liofilizzazione.
L'essiccamento è la tecnica più usata e anche la più antica, si esegue in locali ben areati lontano dai raggi solari. solitamente la droga viene frantumata in pezzi molto piccoli per ottenere la maggior superficie di essiccamento. 
L'essicamento tramite calore influenza notevolmente la velocità di tale processo. Questa pratica richiede un opportuno controllo in quanto si potrebbero provocare effetti indesiderati , quali, ad esempio, la disattivazione di attivi termolabili.
Per compiere un efficace essiccamento al calore si, si usano in genere temperature di 55-600 C , tali cioè da poter inattivare gli enzimi senza danneggiare i principi attivi delle droghe. 

Liofilizzazione
E' il sistema di essiccamento che ha assunto particolare importanza in questi ultimi decenni , si impiega soprattutto quando la droga è pregiata e contiene principi attivi termolabili. 

Il congelamento
Le droghe si possono conservare anche sottoponendole a congelamento. Con le basse temperature infatti le reazioni enzimatiche vengono notevolmente rallentate.
Tuttavia alcuni enzimi come la lipasi continuano ad agire seppur più lentamente fino a temperature di -20/250 C. 

 FINE PARTE 1
Nella seconda parte gli oli essenziali.

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