venerdì 4 marzo 2016

Dalle piante agli olii essenziali 2 parte.

Ogni volta che sfreghiamo un rametto di rosmarino, lavanda o altre piante  percepiamo un particolare profumo che è dato degli oli essenziali,  sostanze che danno alle erbe e alle spezie il loro  caratteristico aroma, ai fiori e ai frutti la  fragranza.
Il contenuto in oli essenziali  non è uguale per tutte le piante, ma  varia da pianta a pianta.
 Gli olii essenziali sono metaboliti secondari che svolgono  una funzione di attrazione o repulsione nei confronti di insetti e altri animali, ma hanno  anche un ruolo importante nella traspirazione e nei processi vitali della pianta stessa, oltre a una funzione di difesa contro alcune patologie.
L’utilizzo degli oli essenziali, i metodi di estrazione e il loro impiego sono noti sin dai tempi delle più antiche civiltà.

Estrazione e costituzione chimica degli oli essenziali
Gli oli essenziali sono sostanze odorose di derivazione vegetale,  hanno un aspetto oleoso e sono caratterizzati da un basso peso molecolare, che ne garantisce un’elevata volatilità.
Sono presenti in diverse parti della pianta (fiori, foglie, radici, semi, corteccia, resina...) e vengono estratti con diversi metodi  come la spremitura la distillazione in corrente di vapore, oppure l'estrazione con  l’utilizzo di solventi. Per esempio dall'arancio si possono ottenere  l’olio d’arancio dalla buccia del frutto, mentre dai fiori si ricava  il neroli. Un altro esenpio è  anche l’albero del chiodo di garofano produce tipi diversi di olio essenziale dalle gemme floreali, dagli steli e dalle foglie.  Il metodo di estrazione utilizzato dipende dalla qualità del materiale a disposizione e dal tipo di prodotto aromatico che si intende ottenere.

 Gli oli essenziali vengono estratti dal materiale vegetale seguendo due metodi diversi: spremitura o pressione (oli agrumati), oppure mediante distillazione in corrente di vapore (oli essenziali distillati).  Le pomate vere e proprie sono prodotte attraverso un processo tradizionale chiamato enfleurage, che ormai è stato quasi abbandonato.
Gli oli essenziali sono solitamente liquidi, ma a seconda della temperatura  sono inoltre solubili in alcol, grassi e oli. Gli oli essenziali possono essere suddivisi in due gruppi: gli idrocarburi, costituiti quasi esclusivamente di terpeni  e i composti ossigenati (esteri, aldeidi, chetoni, alcoli, fenoli e ossidi).  
Tra gli idrocarburi terpenici si trova il limonene presente negli oli agrumati), il pinene (antisettico presente negli oli di pino e di trementina), ma anche il canfene, cariofillene, fellandrene e il terpinene.
Gli esteri sono i composti ossigenati più diffusi tra gli oli essenziali: acetato di linalile (bergamotto, lavanda e salvia sclarea), acetato di geranile (maggiorana), acetato di eugenile e acetato di lavandulile. Si tratta di sostanze dalle proprietà fungicide e sedative, dotate di aroma fruttato.
Le aldeidi includono citrale, citronellale e nerale (sostanze dal profumo di limone estratte da citronella, melissa, limone e verbena) e presentano generalmente un effetto sedativo.

 I chetoni vengono usati come decongestionanti per le vie respiratorie, grazie alla capacità di migliorare l’eliminazione del muco.Altri chetoni sono la canfora, il carvone e il mentone.  I chetoni sono tra i costituenti tossici più comuni come il tujone (assenzio, artemisia, salvia) e il pulegone (menta pulegio e bucco corto), anche se non tutti i chetoni sono tossici.
Tra i chetoni non tossici troviamo il jasmone (gelsomino) e il fencone (olio di finocchio).

Gli alcoli possiedono diverse proprietà, tra le quali quella antisettica, antivirale e tonificante. Tra gli alcoli terpenici più diffusi troviamo il linalolo (legno di rosa e lavanda), il citronellolo (rosa, limone, euca- lipto e geranio) e il geraniolo (palmarosa).
I fenoli possiedono proprietà battericide, ma possono essere irritanti. I più comuni sono: eugenolo (chiodi di garofano), timolo (timo), carvacrolo (origano
 e santoreggia).
Infine troviamo l’eucaliptolo, un ossido dalle proprietà espettoranti presente nell’eucalipto.

 ESSENZE CONCRETE
 Le essenze concrete si ottengono a partire da materie prime di origine vegetale (corteccia, fiori, foglie, parte erbacea e radice) mediante estrazione con solventi di tipo idrocarburico e, rispetto agli oli essenziali, sono più stabili e concentrate.

ESSENZE ASSOLUTE 
Le essenze assolute si ricavano a partire dalle essenze concrete attraverso un secondo processo di estrazione mediante solvente, si presentano ge- neralmente come dei liquidi viscosi, ma possono anche essere semisolidi o solidi.

I RESINOIDI 
I resinoidi si ottengono a partire da materiale resinoso naturale mediante estrazione con solventi idrocarburici.
Esempi di resinoidi  sono: i balsami (balsamo del Perù), le resine (ambra), le oleoresine (trementina) e le gommoresine oleose (incenso e mirra). I resinoidi possono essere liquidi viscosi, semisolidi o solidi, con aspetto omogeneo.  Come le essenze concrete, i resinoidi trovano impiego in profumeria come fissativi, per prolungare l’effetto dei profumi.

AZIONE COSMETICA DEGLI OLII ESSENZIALI
Gli oli essenziali sono molto utilizzati in cosmetici e prodotti per la cura della pelle.
Di seguito  azioni e campi d'applicazione.

  • Antisettica e antinfiammatoria: per pelli impure e tendenti all’acne (timo, salvia, eucalipto, tea tree, lavanda e limone).
  • Fungicida: per candida e tricofizia (lavanda, mirra, patchouli e maggiorana). Stimolante del tessuto di granulazione o cicatrizzazione: per ustioni, cicatrici e smagliature (lavanda, camomilla, rosa, neroli, incenso e geranio ).
  • Deodorante: contro l’eccessiva sudorazione (bergamotto, lavanda, timo, ginepro e cipresso). Insettifuga e parassiticida: per zanzare, formiche, pidocchi e pulci (aglio, geranio, citronella, eucalipto e canfora).
  • Rubefacente: gli oli provocano un rossore richiamando sangue nella circolazione capillare. Questa azione è utilizzata nei prodotti da massaggio. 

Oli e lozioni per la pelle.
 Gli oli per il trattamento della pelle devono essere applicati attraverso un delicato movimento circolare delle dita per consentirne l’assorbimento.
 L’olio di rosa e di neroli sono indicati per carnagioni secche o mature; l’olio di geranio, di bergamotto e di limone vengono utilizzati per pelli acneiche e grasse.

 Alcune gocce di olio essenziale possono essere aggiunte a una crema o lozione, oppure a una maschera di base per il viso (farina d’avena, miele o argilla insieme alla polpa di vari frutti).
Cura dei capelli. Gli oli essenziali possono essere usati anche per trattare i capelli, aggiungendone alcune gocce all’acqua destinata al risciacquo finale oppure a uno shampoo delicato. Gli oli di rosmarino,  di camomilla sono indicati per rinvigorire i capelli e favorirne la crescita; l’olio di bergamotto e tea tree possono essere usati contro la forfora.

IL MASSAGGIO CON OLI ESSENZIALI

Oli di base (vettori)  con olii essenziali

Gli oli vettori
Gli oli vettori 
Fin dall’antichità si è fatto un grande uso  gli oli vegetali per la cura e la cosmesi della pelle e la ricerca ha dimostrato la validità di questa scelta, in quanto essi stessi sono prodotti insuperabili per il trattamento di inestetismi diversi. L’olio è sempre stato usato per proteggere la pelle dal freddo, per lenire le ferite o come mezzo per facilitare il massaggio.
 Composizione:
 Solitamente  gli oli vegetali hanno un elevato contenuto(superiore all’80%), in acidi grassi insaturi  che è uno dei principali indici qualitativi. Contengno, inoltre, le ceramidi, grassi in grado di trattenere i liquidi tissutali a livello epidermico, in modo da ridurre la secchezza e l’invecchiamento della pelle; le vitamine antiossidanti ( A ed E) e i fitosteroli. L'olio di mandorle dolci. di rosa mosqueta e di borragine, sono tra quelli più ricchi di acidi grassi polinsaturi, sono oli leggeri e dal facile assorbimento da parte della pelle. Oli più densi e meno adatti al massaggio sono l'olio di germe di grano e l'olio di oliva,
  Oli base
 Sono generalmente di colore giallo paglierino, non particolarmente densi e hanno un sottile profumo; si usano per il massaggio con o senza olii essenziali tra, ad esempio l'olio di semi di girasole ,di vinaccioli, di mandorle dolci, di noccioli di pesca e di albicocche.
Oli speciali
 Ad esempio :olio di sesamo, di avocado e di germe di grano.
  Più pesanti, più viscosi e più costosi, generalmente si impiegano in piccola quantità in associazione agli oli di base,

Gli oli macerati
 Hanno la caratteristica di possedere le proprietà dell’olio nel quale la pianta, che dà il nome al prodotto finale, viene posta a macerare (in genere l’olio d’oliva o di semi di girasole) e quelle della pianta d’origine, che cede all’olio i suoi principi attivi; tra questi ricordiamo l’olio di iperico e l’olio di calendula.
In genere, si conservano al riparo dalla luce, in bottiglie di vetro scuro e lontano da fonti di calore . data la predisposizione all'irrancidimento.

La diluizione
Gli oli vegetali, usati per diluire gli o. e., costituiscono un insostituibile apporto nel massaggio aromatico perché ne aumentano la penetrabilità attraverso un meccanismo di occlusione e ne incre- mentano l’efficacia e la durata.  La quantità d’olio essenziale da sciogliere nell’olio vegetale deve essere molto bassa, intorno all’1-3%.
diluizione degli olii essenziali 
i più comuni olii essenziali per la cosmesi. 
 Dato che una goccia di o. e. corrisponde a circa 20 microlitri, diluire al 2% un o. e. significa che si aggiungeranno 10 gocce (200 microlitri) di o. e. ogni 10 millilitri di olio vegetale, e di conseguenza anche le eventuali diluizioni dovranno essere proporzionate a questo parametro.
Questa diluizione è ottima per la cura del corpo; quando si tratta del viso si diminuisce allo 0,5-1% secondo il tipo di o. e. prescelto.
 L’olio addizionato così preparato, può essere conservato ben chiuso, in luogo fresco e al buio per 2- 3 settimane; adoperando, invece, il 5- 10% d’olio di germe di grano o l’olio di jojoba, che essendo ricchi di vitamine A ed E riducono l’ossidazione, la durata può essere ulteriormente prolungata. Una raccomandazione: non usare gli o.e puri, bensì sempre veicolati.

Dalle piante agli olii essenziali 1 parte.

I miei oleoliti




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